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Erranza: realtà e umanità nella fotografia di Depardon

  • Immagine del redattore: The Editorial Office
    The Editorial Office
  • 22 feb 2023
  • Tempo di lettura: 2 min

A Milano la mostra del fotografo e cineasta francese. Una breve guida alla mostra.


Dal 15 ottobre 2021 al 10 aprile 2022 sarà possibile vedere in mostra presso la Triennale di Milano le opere del fotografo e cineasta francese Raimond Depardon. La mostra è stata intitolata "La vita moderna" e viene presentata da Triennale di Milano e Fondation Cartier pour l'art contemporain.



LA FIGURA DELL'ARTISTA


Non solo un fotografo: un artista che si rispetti deve essere al tempo stesso anche un essere umano che si rispetti. Deve saper guardare, attraverso uno sguardo attento, quello che ha davanti e deve saperlo interpretare, attraverso l’obbiettivo. E dalla fotografia di Depardon emerge proprio questo: la visione di un artista che ha saputo interpretare la realtà e le persone che aveva davanti. Un uomo che ha viaggiato costantemente, senza fermarsi ed è riuscito a fermare sul rullino i volti della borghesia newyorkese così come quelli dei contadini nei villaggi sperduti della Francia. Ed egli stesso, nonostante fosse nato e cresciuto in una grande capitale, ha definito saggi gli abitanti di quei villaggi, piccoli e ancora forse incontaminati dalla modernità, luoghi e persone con cui si è soffermato per circa 30 anni.


Nonostante New York fosse “una città in cui si torna sempre” egli stesso fece fatica ad intrappolarla e restituirla allo spettatore fino in fondo (fosse con gli scatti o con le riprese) per la sua maestosità e vastità. Riuscì comunque a dare allo spettatore un ritratto della metropoli: catturandone i volti e i momenti, che si susseguivano rapidi come è rapida la vita della metropoli, lasciando al collo la sua Leica e scattando talvolta senza nemmeno guardare l'obiettivo. Qui anche traspare l'abilità dell'artista nel riuscire a dare all'osservatore un'idea del piccolo villaggio francese così come della grande, vasta e multiculturale città metropolitana.


Da Glasgow (“agli antipodi della fotografia”), al Piemonte italiano, ai villaggi francesi fino alla grande Manhattan, per concludersi con le strazianti ed evocative fotografie scattate tra Venezia e Trieste prima che entrasse in vigore la Legge Basaglia (quest’ultimo, figura molto legata al fotografo): Depardon riesce a riportare efficacemente la realtà con un file Rouge che è il concetto di “erranza”, alla base di tutto: “É un po’ questo il concetto di erranza: che non ci sono più momenti preferiti, istanti decisivi, istanti eccezionali, bensì una quotidianità”.


Questo concetto cardine è la filosofia che guida l’abile tecnica del fotografo e la profondità che rende queste foto così evocative: il vagabondare ha fatto sì che l’artista fosse in grado di “vivere nel presente” ogni istante, di scegliere di spostarsi volutamente senza una vera e propria destinazione ultima, in modo tale da non avere istanti creati artificialmente, ma di avere “costanti istanti” da vivere, una quotidianeità-non quotidiana.


Ecco la chiave della fotografia di Depardon, che in prima persona afferma la sua fiducia verso ciò che immortala, la realtà:


Ho grande fiducia nel reale, penso che mi abbia dato molto nei miei film, nelle mie foto”.



LA MOSTRA:


15 ottobre 2021 – 10 aprile 2022

Triennale Milano


Orari apertura Triennale Milano: martedì – domenica, ore 11.00 – 20.00

(ultimo ingresso ore 19.00)


Biglietteria:

Biglietto intero: 12 euro / ridotto 10 euro.

Con lo stesso biglietto sarà possibile visitare anche le due mostre di Ettore Sottass (La casa di lana) e del grafico Albe Steiner.


Tickets:



© Claudia Spinato, 2022.




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