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Parigi: tra clichés e luoghi nascosti

  • Immagine del redattore: The Editorial Office
    The Editorial Office
  • 22 feb 2023
  • Tempo di lettura: 7 min

Un itinerario di quattro giorni in una delle più belle capitali europee.



Sarà forse banale da dire, ma c’è un motivo se Parigi è una di quelle città descritte a più e più riprese in libri efilm, archetipo tra le capitali europee di magia e romanticismo.


Non vogliamo ripetere luoghi comuni, piuttosto dare una prospettiva utile per chi vuole visitarla avendo a disposizione poco tempo, ma riuscendo ugualmente a godersela, a vivere la sua atmosfera avvolgente e suggestiva, sfruttando adeguatamente il tempo a disposizione per vedere alcuni tra i punti principali. Allo stessotempo, vogliamo cercare di darvi una prospettiva insolita attraverso alcuni luoghi che mostrano la Parigi più “nascosta e misteriosa”.


Questo itinerario nella capitale francese è realizzabile nel tempo di quattro giorni (a patto che vi piaccia camminare e visitare molti posti quando siete in vacanza!)

TO VISIT:


Day 1. Iniziamo da uno dei principali monumenti della città, punto di raccordo di strade trafficate e degli Champs Élysées: l’Arc de Triomphe, in Place Charles de Gaulle. Il monumento fu voluto da Napoleone Bonaparte che, dopo la battaglia di Auserlitz, promise ai soldati: “Si tornerà alle vostre case sotto archi di trionfo”. Promessa mantenuta, l’arco infatti fu costruito ed effettivamente trovandoci ai suoi piedi possiamo dire che rappresenta tutta la maestosità del caso. Da qui, camminando, si giunge al viale degli Champs Élysées e ci si ritrova immediatamente immersi nell’atmosfera parigina. Attorno a noi vediamo i palazzi storici, i famosi café e brasserie con i loro tavolini rivolti direttamente sulla strada, verso i passanti, le boulangerie e patisserie e, una volta giunti al viale, tutti i diversi negozi di lusso per chi è appassionato di moda. Ci si ritrova così in uno dei più ampi e maestosi viali di Parigi, nonché uno dei più famosi al mondo. Non tutti sanno che la traduzione del nome fa riferimento ai Campi Elisi della mitologia greco-romana e, in effetti, inizialmente erano solo dei semplici campi. Successivamente nel Seicento vennero trasformati in un lungo percorso alberato e nel secolo successivo, ai tempi di Maria Antonietta, presero la forma dell’attuale via della moda. Solo nell’Ottocentodivennero proprietà della città. Attraversando gli Champs Élysées non vediamo solo i negozi di lusso, ma ci troviamo davanti a spazi verdi (Place Marigny), edifici come teatri, cinema e ristoranti e al Grand Palais (affiancato dal Petit Palais), grande padiglione espositivo costruito per l’Esposizione Universale del 1900. Qualche passo in più e ci si ritrova a Place de la Concorde, con al centro il maestoso obelisco: la più grande piazza francese, in cui termina la Rue de Rivoli. Il viale degli Champs Élysées, da Place della Concorde a Place de Gaulle, forma così parte della linea dell’Asse Storico parigino.


Ecco una breve panoramica sull’atmosfera parigina, immersi tra le suggestive strade e palazzi, ma vorreste avere una vista dall’alto sulla capitale francese? É possibile, risalendo sulla collina di Montmatre, nel XVIII arrondissement. Giungendo alla sua sommità è possibile vedere l’imponente basilica del Sacré-Cœur, costruita a fine Ottocento, alle nostre spalle e affacciandosi sulla scalinata si apre davanti a noi il meraviglioso spettacolo della vista sulla città, che lascia senza fiato.


Day 2. Uno spiraglio sull’arte: sarà scontato, ma per una visita anche in poco tempo a Parigi, il Musée du Louvre non può mancare. Senza dubbio, una volta considerato che al suo interno troviamo una collezione che comprende oltre 380 000 oggetti e opere d’arte, suddivise in 4 piani in cui è molto facile perdersi, appare evidente l’impossibilità di visitarlo tutto in una mattinata (o in un giorno, o forse nemmeno in una settimana!). Pena la superficialità, rimane comunque una tappa necessaria. Le collezioni spaziano storicamente dall’arte antica scultorea greco-romana fino a quella più recente (dipinti dell’Ottocento-Novecento) europea. Spazialmente le opere attraversano il globo: dalle opere di popolazioni africane, asiatiche, dell’Oceania e delle Americhe, all’arte europea: italiana, francese, spagnola, inglese, tedesca e olandese. Appare evidente l’enormità,sia a livello di spazi sia a livello di patrimonio culturale. Alcune opere tra le principali e più conosciute: la Gioconda e la Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci, le Nozze di Cana di Veronese, due Prigioni di Michelangelo Buonarroti, Bacco e Arianna di Giambattista Pittoni, Amore e Psiche di Antonio Canova, Il giuramento degli Orazi di Jacques-Louis David, La zattera della Medusa di Théodore Géricault, La Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix, la Venere di Milo e la Nike di Samotracia, il Codice di Hammurabi e tante altre ancora.


Il palazzo in sé, oltre alle opere al suo interno, lascia mozzafiato anche dall’esterno. É possibile giungervi dall’entrate esteriore, scendendo poi al di sotto della nota e simbolica piramide in vetro e metallo (costruita successivamente rispetto all’apertura del museo, nel 1983 ed inaugurata nel 1988), nei cui pressi si trovano le biglietterie (altamente consigliato prenotare online, per evitare le file infinite!), oppure direttamente dall’interno del museo con la metropolitana, scendendo alla fermata Palais Royal-Musée du Louvre.


Altra tappa immancabile (ovvio, ma necessario): la Tour Eiffel. Dai Trocadéro Gardens ci ritroviamo esattamente davanti alla vista sull’edificio, simbolo della capitale. Lo spazio merita: si tratta di uno spazio verde di circa diecimila metri quadrati, con al centro la meravigliosa Fontana di Varsavia e la suggestiva visione, soprattutto di notte, che si apre sulla Senna e sulla Torre. Per non farsi mancare nulla (anche in questo caso, consigliato prenotare online per risparmiare una quantità enorme di tempo ed avere l’accesso prioritario), salendo sulla Tour Eiffel si può avere una vista completa e mozzafiato sull’intera città. Da sapere: la torre è suddivisa in tre livelli (con diversi prezzi in base all’altezza), di cui ai primi due è possibile giungere a piedi, mentre all’ultimo è necessario salire in ascensore. Momento migliore? Verso il tramonto: in modo da vederla siadi giorno sia, quando cala la notte, illuminata dalle luci.


Day 3. «Qu’y a-t-il entre nous?» («Cosa c'è tra noi?»). Queste sono le parole poste sulla facciata del Centre de Pompidou (formulate dal poeta, artista e registra Tim Etchells), parole affisse attraverso un’opera monumentalesulla facciata dell’edificio per i prossimi mesi. Come contrappunto a questa installazione vi è una serie di incontri di artisti, scrittori e filosofi per un dialogo multidisciplinare su ciò che unisce, divide o lega il mondo al giorno d’oggi, sulla società d’oggi nell’orizzonte della convivenza. Per chi non volesse addentrarsi nel museo o assistere alle conferenze, resta immancabile una visita anche dal suo esterno. Il museo venne progettato nel Novecento da Renzo Piano e Richard Rogers e nacque dalla volontà del presidente Georges Pompidou (da cui prende il nome, nonostante in francese sia conosciuto anche con il nome Beaubourg), ospita una collezione di circa 70 mila opere ed è nucleo importantissimo per l’arte contemporanea e discipline come design, architetturae fotografia.


Dal Centre de Pompidou è facile giungere a quartiere Le Marais. Costruito tra il Cinquecento e il Seicento è, ormai da secoli, il quartiere ebraico. Passeggiando tra le strade è possibile qui respirare l’atmosfera di un tempo,trovando ristoranti e pasticcerie tipici, ma anche falafel e specialità diverse. Questo quartiere ha diverse facciate: da una parte si tratta del quartiere “alla moda”, movimentato, con negozi e locali aperti anche la domenica, dall’altra è una zona anche tranquilla e misteriosa, in cui possiamo trovare mercatini come il Marchédes Enfants Rouges, ma anche straordinari mercatini nascosti. Vi immaginate di passeggiare per la strada, trovandovi all’ingresso di una chiesa e di entrarci, per poi ritrovarvi improvvisamente immersi in un mercatino dell’antiquariato e in una degustazione di cibi e vino? Si percorre la chiesa attorniati da bancarelle di vestiti vintage, libri usati e assaggi di vini e cibo. Qualcosa di inaspettato, che mostra anche la Parigi più “segreta” e misteriosa, oltre alla parte più turistica e conosciuta.


4. Rimanendo in tema di arte e luoghi suggestivi, una tappa a Montmatre non può mancare. Si tratta (come già detto) della collina e punto più alto di Parigi, nota anche per la presenza della Basilica del Sacro Cuore. D’altra parte questo quartiere è anche noto per essere stato il centro della vita bohémien nella Belle Époche, frequentato da artisti, poeti e scrittori. Divenne nel XX secolo anche centro del divertimento (in quanto situata leggermente fuori dal centro della città) e infatti qui nei pressi si trovavano il Moulin Rouge e le Chat Noir. Nel quartiere vissero importanti pittori (da Modigliani a Picasso, da Van Gogh a Toulouse-Lautrec) e sarà per questo che passeggiando tra le sue strade si respira ancora quell’aria. Qui si trovano gallerie e negozi, vetrine di café dipinte da artisti locali e una piazzetta in cui è possibile farsi dipingere e ritrarre dagli artisti di strada. Per gli amanti dell’arte e dello spirito bohémien (ma non solo) è una zona davvero immancabile.


TO EAT:


Parigi è conosciuta a livello mondiale anche dal punto di vista culinario: qui troverete sia il meglio della cuisine française, ma anche stimoli culinari a livello internazionale, spaziando dai ristoranti italiani alla cucina asiatica (giapponese, thai, coreana, vietnamita…). La scelta è davvero vasta e per gli amanti della gastronomia mondiale è l’ideale. Nei ristoranti nella capitale (solitamente brasserie e bistrot) è possibile ordinare con le formules, usufruendo del menù completo di tre piatti ad un prezzo vantaggioso: gli antipasti/primi piatti (entrées), i secondi (plats) e infine i desserts. Per chi non volesse ordinare le tre portate complete è possibile ordinare i piatti singoli à la carte. Ecco alcuni suggerimenti culinari, sia per quanto riguarda piatti tipici e ristoranti, sia per gli amanti del taste internazionale.


-Piatti tipici che non possono mancare: crêpes salate (o galettes), fondue, escargot, quiche.

-Multietnico: vi è una vasta scelta che spazia dalla cucina indiana, vietnamita, coreana, thai, giapponese, cinesee molto altro.

-Dolci (boulangerie/patisserie): éclaire, pain au chocolat, pain de pommes, croissants, mille-feuille, parisbrest.



BY NIGHT:


“Speak easy, boys!” America, 1920, proibizionismo. Da questo motto prendono il nome alcuni locali (pensati principalmente per un’esperienza turistica, ma comunque particolare e suggestiva) che ai tempi dovevano mascherarsi (sottoforma di pizzerie, lavanderie e altri tipi di negozi) per nascondere la vendita di alcolici e di intrattenimento notturno. In città ne troverete di diversi tipi e se riuscirete ad entrarvi (alcune volte indovinando una parola d’ordine oppure risolvendo una sorta di indovinello per farvi aprire la porta) vi sembrerà di essere immersi nella Parigi degli anni ’20. Esperienza da provare!


-Other: Buddha Bar, zona Metro 1 Bastille-Barrio Latino, zona Saint-Michel.




© Claudia Spinato, 2021.

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